Venezia, incantevole e così triste

Venezia è un imbroglio che riempie la testa soltanto di fatalità:
del resto del mondo non sai più una sega, Venezia è la gente che se ne frega!”

 

Grazie al contest Sapori di Natale dal Mondo di Trippando e di Pranzo di Famiglia e grazie alla cortesia di Cristiana della Locanda Art Decò, ho avuto l’occasione di trascorrere tre giorni nell’incantevole e unica Venezia.

E mentre scrivo ascolto la canzone di Guccini che canta di questa città che non ha pari nel mondo eppure è così fatalmente triste.

Venezia

Sì, perchè sono riuscita alla fine ad amare Venezia profondamente, ma ho stentato a capirla.
Lei così turistica e così schiva, invasa da persone vocianti e deserta in certi sestrieri.
Così cortese e così frettolosa.
Non capisco, ammesso che i Veneziani ci abitino, come fanno a viverci. Dove si rifugiano? E sono forse tristi di queste invasioni di viaggiatori che arrivano, tutto vogliono vedere e poi ripartono?
Ho un desiderio profondo. Tornarci ancora, accompagnata però da un veneziano e scoprire così dov’è che si va a cena per sfuggire ai menù turistici e dove si va per bacari, a cicheti e ombre, cosa si fa la sera quando le calli sembrano irreali da tanto silenzio. Questo vorrei sapere.

Venezia di notte

Venezia e i bambini

Cominciamo subito col dire che Venezia non è una città per bambini. O meglio non è una città per bambini che usano ancora il passeggino. Muoversi con il passeggino, infatti, è un incubo, tra ponti e scale, vaporetti e strettissime calli. Se non siete in due a sollevarlo è praticamente impossibile e ogni pochi passi potreste trovarvi nell’impossibilità di procedere oltre nella vostra esplorazione.
Anche quando i bambini crescono bisogna che siano educati a stare seduti in tavolini minuscoli e in locali silenziosi. E i bambini si sa, raramente stanno seduti in silenzio.

La Venezia turistica: San Marco, Rialto e il Canal Grande

Il nostro appartamento era proprio nel sestriere di San Marco. A voi la scelta se amarlo oppure no. Certo, è impossibile andare a Venezia e non fare tappa alla splendida Basilica di San Marco, non rimirare il suo alto Campanile, la splendida Torre dell’Orologio.

Eppure io non l’ho sentita dentro. Certo, lo ripeto, è tutto magnifico e unico, ma… troppa gente, troppe file, troppi turisti.

Piazza San Marco

Canal Grande

Ancora peggio per il Ponte di Rialto, dall’alto del quale dicono si gode una vista splendida sul Canal Grande. Dicono, perchè quando ci siamo arrivati noi il ponte era invaso da orde di persone tutte che cercavano di affacciarsi a mirare questa vista spettacolare. E poi pensate un po’ a salire tutti quei gradini con un passeggino? Abbiamo rinunciato.

Il Canal Grande splende. Le case barocche, i musei restaurati, i ponti e tutta la vita di Venezia che scorre, lieve e veloce in un turbinio di riflessi dorati.

La Venezia autentica: San Polo, Cannareggio e Santa Croce

Esiste però una Venezia diversa e vera, dove ho respirato un’aria nuova e solitaria. Dove ho sentito i miei passi risuonare tra le calli, dove ho visto solo silenzio e qualche sparuta signora che faceva le sue spese quotidiane.

A due passi dal caos di Rialto c’è il sestriere di San Polo, il suo mercato colorato e pieno di odori, le sue belle chiese con opere di Tiziano e Tintoretto, con le sue osterie dove bere un bicchiere e le botteghe artigiane. In passato fu il quartiere a luci rosse della città, il Ponte delle Tette ne è testimonianza. Così chiamato perchè le prostitute della zona vi si affacciavano a seno nudo. E’ qui anche la Casa di Goldoni, oggi trasformato in museo dove potrete ripercorrere la sua vita e le sue opere.

San Polo

E’ nel sestriere di Cannareggio, però, che mi sono innamorata di Venezia. Nel silenzio mattuttino del Ghetto ebraico, nelle signore frettolose nelle loro compere giornaliere, nello splendido e asimmetrico Campo del Ghetto Nuovo, nella calma che ho sentito qui, finalmente tra Veneziani liberi dalle orde di turisti. I nostri passi risuonavano come attuttiti dal selciato nelle calli, tra botteghe e osterie, tra ebrei ortodossi e qualche sparuto curioso come noi.

Campo del ghetto ebraico

Santa Croce

Santa Croce è la Venezia più vera, dove non c’è niente da vedere se non Venezia stessa. Qui, finalmente, potete mettere via la vostra guida e perdervi a naso all’insù che se tutti ve lo danno come consiglio un perchè ci sarà.
E il perchè è prorio questo: tutta Venezia è splendida. E vista così, tra andate e ritorni di campiello in calle, di salizzada in rio, che si scopre se la si ama oppure no.
E io l’ho amata.

Murano no, Burano sì

Non andate a Murano a meno che non vogliate acquistare qualche oggetto in vetro, ma se non siete intenzionati lasciate stare e scegliete subito l’incantevole e coloratissima Burano. Passeggiate tra le sue calli, sedetevi al fresco a sorseggiare un prosecco, lasciate andare la fretta e l’ansia.

Eccola qui la Venezia che merita di essere vista.

Burano

7 comments to “Venezia, incantevole e così triste”
  1. Ovviamente hai veramente bisogno di tornar qua e viverla con uno del posto:tanto per cominciare San Marco e il Ponte di Rialto si possono benissimo vedere deserti, basta sapere a che ora andare! A Santa Croce ci sono tantissime cose da vedere, ma bisogna saper cercare. E poi ci sono tutte le isole minori, le piccole chiese dimenticate, i musei più piccoli! Venezia entra nelle vene, ma bisogna trovare l’iniezione giusta! La gente e le file ci sono in tutte le grandi città, vedi Firenze e Roma, non è solo Venezia. La differenza è che la città è piccola e concentrata, quindi sembra sempre che le vie principali (quelle più yrafficate dai turisti) siano incasinate. Ma come hai visto quando sei andata al Ghetto, Venezia non è solo cosi! Ti aspetto la prossima volta che vieni per farti conoscere la vera Venezia!

    • Grazie Monica!
      Quando tornerò a Venezia ti chiederò sicuramente consiglio.
      Così scoprirò quella parte di Venezia che tanto mi è mancata…

  2. guarda questo sito http://www.venessia.com (e cerca su FB “venessia.com”)
    è fatto da Veneziani “reali” che a Venezia ci abitano. Certo che ci sono alcune esagerazioni: a noi veneziani per …boh… indole, forse, non va bene nulla, per cui qualsiasi cosa venga fatta è criticata e bocciata dalla popolazione. Certe che su alcuni temi, come le navi in laguna e le spese pubbliche oltremisura anche il comitato che è nato da questo sito ha tutto sommato anche ragione.
    Comunque i veneziani a Venezia ci sono anche se siamo sempre meno. Alla sera i giovani frequentano le zone dell’erbaria, di Santa Margherita e altri luoghi come per esempio il centro sociale Morion. Oppure vanno a Mestre (anch’essa Venezia come comune di appartenenza). Cosa fanno: essenzialmente bevono o fumano canne o peggio. Ma insomma non è tutto così nero il quadro, diciamo che più o meno, dal punto di vista sociale, ci sono problemi che ci sono anche altrove. E comunque poi bar/pub ce ne sono un po’ dappertutto.
    Premesso che i Veneziani per muoversi vanno a piedi o usano il mezzo pubblico, quella della barca è una leggenda: la barca si usa ma non come un’auto. Tranne i lavoratori che hanno direttamente a che fare con la barca (gondolieri, tassisti, pescatori, trasportatori), gli altri veneziani si spostano in modo normale. Molti Veneziani poi lavorano anche fuori Venezia e quindi c’è chi usa il bus, il treno o l’auto.
    Non dimenticare poi la laguna: ci sono anche molti Veneziani che per passione usano la barca a remi, o a vela o a motore e non la usano nei rii interni, se non per tornare verso casa ma nel territorio lagunare. Certo, qualche Veneziano usa la barca anche come mezzo di trasporto giornaliero ma sono casi molto particolari.
    Per quanto riguarda i veneziani che vogano, c’è un blog di una società sportiva che raccoglie (usurpando a volte) le informazioni relative a tutte le attività remiere (http://remieracasteo.blogspot.it)

  3. Ciao Valentina,
    la prossima volta prometto, ti porto a spasso io per venezia, ma ti prego correggi il nome, sono Cristiana della Locanda Art Deco e non loredana Sob Sob Sob.

    Cmq i veneziani ci sono ci abitano e amano intensamente quest’isola, anche quando non sono 100% venessian.
    Sono 15 anni che abito qui e non ne posso più fare a meno.

    Un salutone e un abbraccio al piccolo
    Cristiana

  4. Venezia e` una citta` unica nel suo insieme. E` la citta` descritta, decantata,ammirata,amata,sognata,desiderata,da poeti artisti,romanzieri,amanti,scrittori,geni letterari,insomma….. un must da vedere,e imposssibile dimenticare . Amare venezia e` come la realta` del primo amore che non si scorda mai.
    Perche`?…….perche` venezia non si ripete,perche` non ha rivali,perche` non delude mai,perche` nel suo languore lagunare,nei suoi scorci,ponti calli callette,campielli,cortili, traghetti,chiese,capitelli ,e la sua gente unica anche nel muoversi,nel camminare,il suo dialetto,forse anche il menefreghismo veneziano ,l`orgoglio di ognuno di noi ,fa di venezia la regina del mar,la sovrana imbattuta,la nostra gloriosa storia.
    Questa magnifica citta` non si posa solamente
    nella perfezione dei suoi monumenti,anche se impressivi,ma anche nel suo rimarchevole setting,costruita su instabili isole melmose,e fangose,eretta prima dell`anno 1000 A.D. Venezia molto presto scopre che la sua fragile struttura poteva benissimo sviluppare le piu` audaci stravaganze e produrre risultatti spettacolari.
    Philippe de Commines scrisse al Re di Francia nel 1494 ” La citta` piu` trionfale che abbia mai visto ” Da allora in poi niente e nulla pote` deprivare venezia del suo titolo di fama mondiale.

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