Parla come mangi (e mangia bene però)

Diverso tempo fa ho letto un articolo di Riccardo Scandellari (che non ha bisogno di presentazioni) dove parla del linguaggio astruso del marketing.

Dopo aver letto questo post, divertente e vero, grazie a associazioni mentali incoerenti e improvvise, mi sono ricordata che sono cresciuta con una frase in testa che mi veniva ripetuta continuamente: Parla come mangi (e mangia bene però) che sta a significare di non cercare parole astruse o difficili, ma precise sì. L’approssimazione, a casa mia, è sempre stata considerata il male assoluto.

Pur non essendo una famiglia di letterati, professori o scrittori (mio padre faceva l’operaio e mia madre l’impiegata), sono cresciuta con montagne di libri sparsi tra il salotto e l’ingresso. Libri usati, libri nuovi, libri prestati e mai restituiti, libri belli e libri inutili, messi lì a disposizione di tutti.

Mio padre legge un libro ogni due giorni, mia madre se ha dei dubbi sul significato preciso di una parola consulta il dizionario. Se malauguratamente sul giornale vengono scovati errori di ortografia o grammaticali la famiglia al completo si riunisce per decretare la fine della cultura dovuta – a turno – alla (maledetta e idiota) televisione, alla decadenza dei giovani che non leggono, alla scuola italiana che non è più la stessa (di quando non si sa…) e altri motivi vari e diversi tra loro.

Credo sia per questo che trovo gli errori imperdonabili, soprattutto i miei.
Chissà se anche i miei figli nutriranno questo amore per l’italiano, per la carta strusciante e profumata di un libro, per il silenzio necessario alla lettura e per quel mondo fantastico e incredibile che, magicamente, nasce e cresce davanti ai tuoi occhi mentre leggi.

Parlare e scrivere correttamente è una necessità.
Per me è un po’ come resistere al degrado culturale, alla stupidità, alla quotidiana grettezza del pensiero.
Meglio, molto meglio, parlare come si mangia e mangiare bene però!

Photo credit: Notizie.it

2 comments to “Parla come mangi (e mangia bene però)”

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