Il vanto è il male dell’era digitale

Questo post nasce da due frasi che mi hanno fatto riflettere.
La prima è quella che mi ha detto un amico, Simone Moriconi: “Le persone post-facebook vivono di vanto. Il vanto è il male dell’era digitale. Il vanto più dei soldi.
La seconda è di Rudy Bandiera che, pochi giorni fa, scriveva “Si, perché non credete a chi vi dice “ho un blog ma scrivo per me stesso“. Se scrivi per te stesso ti apri un foglio di Word.
Le condivido entrambe e le trovo strettamente unite.

Sì, perchè io gongolo ogni volta che qualcuno di voi si degna di leggermi, di mettere un semplice like, di commentare o condividere. Io scrivo per voi, per essere letta e mi vanto, da sola e nel segreto della mia stanza, di alcuni post che vi sono maggiormente piaciuti, così come mi dolgo se ho passato ore a rileggere e sistemare un post e trovo imperdonabili errori o approssimazioni.

Eppure il vanto di cui parla Simone è un vanto diverso, o almeno ho la presunzione di credere sia diverso.
Il vanto borioso che è possibile comprare. Il vanto della spocchia e dell’arroganza, di chi pensa di essere arrivato, di essere più avanti, di essere migliore.
Questo vanto che si manifesta nel cercare di essere primi ad ogni costo, di non perdere nemmeno una volta, di non arretrare di un passo.

Ecco di questo vanto, io posso e voglio fare a meno.
A me piace la gentilezza, anche  nella vita di tutti i giorni. Cedere il passo, lasciare il posto, sorridere e cercare di mediare. Così sono offline, così sono online.
Certo, anche io litigo con gli amici, i miei genitori, il mio amore e, qualche volta, pure con mio figlio.
Certo che piango e alzo la voce e, di tanto in tanto (leggi spesso), divento insopportabile. Certo che a volte parlo sopra alle persone, e sbaglio. Ma lo faccio a parole e la parola va e vola.

Scrivere è diverso. Ciò che scrivi resta. Resta e non se ne va.
Ora se in questa rete stramba che è l’Italia funziona ancora l’alzare la voce, la polemica sterile e fine a sè stessa, l’arroganza e la spocchia, a questa rete io dico no. A questa rete dedico la mia indifferenza assoluta. Questa rete per me non c’è. Non è la rete che amo.

Io amo persone che sanno parlare e essere in disaccordo con gentilezza, che affrontano i problemi con ironia, che sanno dire la loro senza temere le conseguenze. A queste persone, alcune le conosco personalmente, altre no, io dico grazie.

E il vanto lo lascio agli altri. Il mio vanto per il momento è di sapere ancora essere gentile, anche quando non sono d’accordo.

26 comments to “Il vanto è il male dell’era digitale”
  1. Sottoscrivo ogni singola parola, purtroppo credo che la gentilezza, la pacatezza, l’umiltà non facciano parte del mondo di oggi e in prima persona, più di una volta, ne ho subito le conseguenze.

    • Simona grazie per essere passata di qua e per aver lasciato il tuo commento.
      Io voglio credere che chi la dura la vince. Continuiamo sulla nostra strada fatta di gentilezza e sorrisi. Sono certa, nel mio intimo, che per quanti rospi dovremo mandare giù, saremo più felici.
      Molto più felici di altri.

  2. Bellissima analisi. Mi ci ritrovo in pieno.
    Giusto stamattina ho letto un post del “primo tipo”. Un vanto del tipo brutto. E fa male vedere come certe persone credano di essere dei “padrieterni” solo per il fatto di scrivere e avere centinaia di persone che li leggono.
    Io mi ritrovo nel vanto “casalingo”, nel piacere di scrivere ed essere letta.

  3. “Non condivido le tue idee, ma darei la vita per far si che tu le possa sostenere.”
    così diceva Voltaire. La capacità di sostenere un dialogo civile anche se da posizioni di disaccordo deve essere una caratteristica dell’uomo…

  4. Pingback: Non è stata l’influenza « bloggercreativa

  5. Ciao, Valentina.
    Ci conosciamo per interposta persona, ci si incrocia sulla rete, e si pensa di conoscersi.
    Ma la conoscenza, la frequentazione, è altro.
    Come è altro pensare di essere qualcosa.
    Io so di essere, non lo penso.
    Chi si macchia di boria, non sa chi è.
    E so di non sapere, come diceva il maestro Socrate.
    Ma non devi crucciarti, perchè in fondo è anche compito nostro educare chi non sa, chi non conosce, chi pensa di sapere.
    Perchè ci hanno acculturati, ci hanno insegnato quel che sappiamo per raccontarlo, per restituire quello che ci è stato donato.
    Senza boria e senza dire “lei non sa chi sono io…”.
    Pace e bene…

    • Ciao Ernesto, non ti preoccupare che non mi cruccio 🙂
      A parte gli scherzi, grazie di cuore per il tuo commento e chissà che prima o poi non ci si conosca anche di persona.

  6. Ciao Valentina,

    Di primo acchito, sembra proprio cosi. Però il vanto è solo la conseguenza della fama, della visibilità, che tanto piace agli sbruffoni.

    La rete giudica come nocivi, in rete, i raconti bugiardi.

    Ovviamente, il vanto è già una bugia: non esiste interpretazione possibile.

    Ci rimane solo da sperare che qualcosa gli spazzi via con il vanto.

  7. Bello questo tuo post, garbato, riflessivo, che analizza mettendosi in gioco, entrando nelle cose e non “guardandole dall’alto”, ponendosi domande senza avere presunzione.
    Non ti conosco di persona ma mi piace come scrivi e ti immagino un po’ cosi…
    Chi scrive aprendo mettendo veramente se stesso corre un rischio, perche’ le parole restano e sono senza “difesa” e qualcuno potrebbe utilizzarle a “propria discrezione”, interpretandole diversamente da come le intendeva l’autore.
    Forse per questo, mi piace pensare, chi scrive “non su un word” necessita di un po’ piu’ di coraggio, non sempre facile da avere.
    Per me almeno e’ stato cosi. Per molto tempo i miei scritti sono rimasti miei.
    Ora ho scoperto il piacere di condividerli e anche (ovviamente) di essere letta perche’ ho capito che a volte le parole lette per caso in rete possono anche “aiutare”, a chiarirsi e a chiarire, a riflettere e anche solo a non sentirsi “solo”.
    Questa e’ la rete che piace a me, non fatta di urla ma di parole, parole vere e parole scritte col cuore e magari ogni tanto…anche con qualche errore…da perdonarsi e perdonare!;)
    Un caro saluto!
    Fra
    Fra

  8. Mi trovi d’accordo su tutto, il vanto (come tutte le cose) non è solo “nero”, ha tante sfumature.
    Pure io mi vanto da solo (in pubblico piuttosto scappo) dei piccoli successi che ottengo in rete.

    Però mi vanto anche di essere la stessa persona che poi incontri fisicamente, non ho mai capito come si faccia a creare 2 identità, troppa fatica!!!

    Allo stesso modo mi vanto di essere educato e rispettoso del pensiero altrui, discuto e mi arrabbio è chiaro, ma alla fine mi confronto sempre!

    Non credo che vanti del genere siano negativi 😀

    • Cristiano, prima di tutto grazie per essere passato di qua, esserti preso il tempo di leggermi e poi grazie per le tue parole.
      Per quel che ho potuto vedere tu sei decisamente te e tanto basta a renderti adorabile 🙂

  9. Ma quanto mi garba questo post?!
    E le frasi che condivido di più sono:
    – «Così sono offline, così sono online»: ammiro chi cerca di non costruirsi un personaggio che dista anni luce dall’essenza del proprio io;
    – «A questa rete dedico la mia indifferenza assoluta»: io cerco di fare lo stesso, scegliendo le mie battaglie e cercando di dare attenzione e energia solo a chi lo merita.
    Ti lascio con un aforisma buddhista: «Non è saggio un uomo perché parla molto: ma quando è paziente, pacifico, intrepido, allora lo si chiama saggio».
    Tu per me sei saggia.
    ciao

    • Fra che posso dirti se non grazie?! Ma davvero e con tutto il cuore. Non sai quanto piacere (e anche quanto mi facciano gongolare) le tue parole 🙂

      • Ciao Valentina, mi ha colpito molto questa cosa del vanto, anche se ammetto che mentre mi è facile vederlo negli altri mi è difficile vederlo in me stessa e in quello che faccio…eppure gli altri lo vedono in me! Insomma, adesso, a parte il vanto, complimenti per il tuo blog, che anche se non sono una viaggiatrice (io sono una che trasloca e si trasferisce spesso all’estero, ma non viaggio:) leggo volentieri. Saluti – Graziana

  10. “Il mio vanto per il momento è di sapere ancora essere gentile, anche quando non sono d’accordo” questa frase è bellissima, stamattina ho condiviso un tuo post e ti ringrazio per le cose che scrivi …

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