Grazie.
Per il sole che sorge ogni mattina.
Per i miei occhi che si aprono, anche loro, ogni mattina.
Per la luna che cala e la notte nera.
Per i sogni che danno senso al futuro e al presente.
Per il presente che è un regalo.
Per le amiche e gli amici.
Per l’amore immenso e l’immenso dolore.
Per la pianura sterminata, seconda casa del mio cuore e per il mare, panacea di tutti i mali.
Per i saluti dei bambini, i libri scritti bene, i caffè fumanti.
Per tutto questo, grazie.
Per i messaggi inaspettati, per chi mi cerca e sa dove trovarmi, per chi mi ha saputo aspettare.
Per chi aspetto io, ogni giorno.
Per le volte che mi stanco e urlo e anche per quelle volte che piango.
Per le fotografie regalate, testimoni di attimi indelebili che non passano. Cioè, passano ma restano, insieme.
Per la congiunzione “e” che unisce e non divide, per la follia e la morigeratezza, per i pomeriggi assolati d’estate e le foglie che cadono in autunno.
Per i fiori così belli. Per il profumo che fanno certe persone. Per i sorrisi. Per le canzoni e la musica tutta.
Per i concerti, le amicizie vecchie e quelle nuove, per le ansie, le paure e le rassicurazioni.
Grazie.
Grazie alla mia mamma, al mio babbo e pure a mio fratello. A Leo, metà della mia vita, a Elio e Dario, cuori nel mio cuore. Alle amiche più care che sono breccia nella tempesta nera.
Ai silenzi nella notte, alla confusione della libertà. All’alba sempre magica.
Grazie. A chi resta e anche a chi se ne va.
Grazie anche a questo mio cuore che si sparge dappertutto.
Grazie alla vita che mi ha dato tanto.
Grazie 2025.
Sono pronta, vieni pure 2026.
