Tempo. Per restare.

La notte alle 3.21 mi sveglio. Da diverse notti a questa parte. Apro gli occhi. Guardo l’ora. Le 3.21.

Mi giro nel letto, ascolto il respiro di chi dorme al mio fianco. Lascio gli occhi socchiusi, aspetto il silenzio interiore e la pace che, a volte, tornano e altre no.

Sento il profumo delle lenzuola, il buio calmo di una casa piena d’amore addormentata. Aspetto, cerco di non fare rumore. Di non dare fastidio. (Una vita passata a cercare di non dare fastidio e, essere certa, di darne invece).

E aspetto. Il 2023 è un anno di attesa. Di tempo. Lento, lungo, infinito. Tempo. Per restare.
Restare con quello che è, senza andare via.

Mi hanno detto che sono più bella, ora che invecchio. Forse è perché ho smesso di scappare, da me, da quello che sento. Forse perché mi sento come attraversata da un fiume in piena che non cerco più di contenere.

Prendo il tempo. Attendo il tempo. Ascolto il tempo. Per restare. In ascolto di me e dell’altro. E degli sbalzi umorali che mi dominano. In un ciclo continuo di notte e giorno, mattina e sera, estate e inverno. Anche io, come un campo, dove tutto accade e niente rimane immutato.

Scorrere e restare. Ogni attimo una me diversa, eppure sempre io. Gli occhi sono aperti, il silenzio va e viene. Quando arriva è un’epifania. Il sole oggi splende, le persone intorno mi amano, lo sento. A volte mi viene da piangere e nemmeno so il perché. Altre rido. E mi metto il rossetto rosso come segno di sfida a me stessa e al non essere degna. Degna di che poi non lo so. Sicuramente, segno dell’età che avanza.

Ho paura, a tratti. A tratti mi sento coraggiosa. Lascio che le cose accadano, smetto di spingere il fiume. Mi sento sola. E poi so che non lo sono più.

Scrivere mi salva. Da me stessa e dal resto. Scrivere così, parole senza senso apparente, piene di senso per me.

Un passo dopo l’altro. Un momento dopo l’altro. La vita è questa roba qui. Sghemba, complicata, messa di traverso, senza senso davvero eppure meravigliosa.

Le 3.21. Il silenzio. E il tempo. Fondamentale. Per restare.

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