Lettera alla figlia, che non ho.

Figlia mia, non credere mai a chi ti dice che non potrai essere felice. Tu potrai, te lo prometto.

Non ascoltare chi vuole fare del tuo corpo il tempio di una squallida bambola di plastica, senza cuore e senza cervello. Le gambe perfette e le labbra artificialmente gonfie non faranno la tua felicità, posso assicurartelo. L’amore, quello sì. Ti toglierà ore di sonno, ti farà dimenticare la fame, ti farà girare la testa per lo stordimento.

Ma scegli bene. Scegli un uomo (o una donna) che sappia farti ridere di cuore e, soprattutto, che sappia farti sorridere ogni giorno. Ogni singolo giorno, che un giorno trascorso senza sorridere è un giorno perso.

Non credere mai di poter salvare qualcuno, men che meno un uomo, o ancora peggio, non credere che ci sia qualcuno lì fuori in grado di salvarti. Nessuno può salvare nessuno. Ci sei solo tu. Vedrai che con gli anni capirai che così è meglio, così basta.

Ricordati che se un uomo ti tratta male una volta, lo farà anche in futuro. Se alza le mani una volta, lo farà anche in futuro. Non permettere a nessuno di trattarti così. Mai.

A te verrà chiesto di fare più fatica di un uomo, questo devi saperlo. Ti verrà chiesto di lavorare bene e altrettanto di un uomo, ma quando tornerai a casa non avrai finito la tua giornata. Ci saranno le faccende, i bambini, la spesa, il letto da rifare, la cena da mettere in tavola.

Non abbassarti mai al ruolo di comparsa della tua vita. Non ascoltare stupide reclame che ti vogliono far credere che sei troppo grassa, troppo vecchia, troppo poco in forma per essere felice. Ridi di cuore e sarai sempre bella. Lascia che il tempo vada. Sarebbe sciocco volerlo fermare. Non c’è da aver paura, così è sempre è stato e così sarà per sempre.

E così è giusto che sia.

Questo direi alla figlia che non ho. Le direi che non ci si dovrebbe togliere la vita a 12 anni solo perchè si è troppo grassi o troppo poco alla moda, lo so bene io che ero decisamente sovrappeso e decisamente out. E oggi sono così felice di esserlo stato perchè conosco la solitudine e la differenza e cosa significa il rispetto per l’altro, il diverso da noi. Ecco cosa direi. A qualunque ragazzina volesse ascoltarmi. 

2 comments to “Lettera alla figlia, che non ho.”

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