Certi addii che non so dire

L’uomo dice che il tempo passa.
Il tempo dice che l’uomo passa.
(Vecchio detto indiano)

Qualche tempo fa Sara scriveva un post sugli addii, ora sono io qui a scrivere il mio. Lei fautrice del cambiamento, io se fosse possibile, dell’immutabilità.

Vorrei che tutto fosse fermo, immobile, senza strappi o mutamenti. Eppure crescendo ho imparato l’importanza di ciò che passa e va, del cambiamento che spesso (se non sempre) porta con sè crescita e nuove emozioni da vivere. Lo so. Eppure, a volte vorrei che nulla passasse. Che fosse possibile starsene seduti a gambe incrociate a guardare semplicemente il mondo scorrere.

Certi addii mi pesano sul cuore come macigni. Sono sempre felice per chi sceglie di andare quando io ho scelto, invece, di restare.
Certi addii poi non li so dire. E mi spreco nell’inutilità di frasi fatte, sorrisi forzati e battute fuori luogo. Dico: ci vediamo a fare un aperitivo, andiamo a pranzo insieme, ci sentiamo per telefono.
E poi invece non ci vediamo e non sento nessuno per telefono. Perchè la verità è che io odio il telefono e lui odia me. Se mi chiamate probabilmente non rispondo o se risponde qualcuno non sono io. Odio sentire quella voce gracchiante dall’altra parte del filo e sapere che la persona con cui parlo è distante da me. Così distante che tanto, dentro, non la sento mica.

Alcune persone che sono uscite dalla mia vita mi hanno fatto un favore, permettendomi di volare finalmente libera e crescere. Ma tante altre, ancora oggi, a distanza di tempo e non sentendole mai, io le porto nel cuore.

Per ognuna di queste io ricordo ancora le lacrime versate, gli abbracci dati, i sorrisi spesi e le parole di incoraggiamento dette. Tutto vero. Tutto vero e tutto così doloroso.
Tutto che viene da questo cuore colmo di malinconia di rimanere ancora per una volta porto sicuro da cui una nave salpa e va.

Questo post vorrebbe essere un saluto a certe persone care che mi hanno accompagnato lungo il corso della mia vita lavorativa. A loro auguro il meglio e il realizzarsi, se non proprio di tutti, almeno di qualcuno di quei desideri che li hanno spinti a prendere il volo.

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