Chi è senza peccato scagli la prima pietra

Mi si perdoni il non saper parlare del dolore, io che da sempre lo fuggo come la peggiore delle sventure. Mi si perdoni la retorica e la vuotezza del pensiero, ma non so scrivere di una sofferenza senza soffrire anche io e le parole perdono peso e significato sotto il giogo della vita e della morte ingiusta.

 

Esistono tragedie che non consentono giudizi, ma solo silenzio, rispetto e dolore da aggiungere a altro dolore.
Prima di diventare genitore certi struggimenti del cuore e del corpo puoi solo tentare di immaginarli e neppure ti avvicini a quello che realmente si sente.

Un male che ti trafigge a metà e strazia tutto quel che trova sulla sua strada. Corpo, anima, cuore e pure la testa, se non la si perde per il troppo soffrire.

No, finchè non si diventa genitori non si può capire quanto male faccia perdere un bambino, un figlio. Così ingiustamente come solo la vita sa essere ingiusta. E la morte, che mille volte sarebbe meglio morire al posto dei propri figli. Mille volte.

Per questo io non riesco a giudicare chi vive una tragedia familiare come la perdita di un bambino, anche se tale perdita è dovuta a mancanza, disattenzione o colpa del genitore. Penso solo a quanto dolore. Dolore ingiusto. E mi chiedo, ma il dolore è mai giusto?

Di fronte a ciò che non riesco a capire e nemmeno immaginare, io che non ho neppure il conforto della fede, mi fermo con le mani giunte a pregare, se così si può chiamare questo urlo muto rivolto al cielo a non so chi, che chiede solo pietà e fine della sofferenza.

Mai parole furono più giuste “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”. E io davvero non so chi lo possa essere.

Questo post nasce da una riflessione di Francesca di Patatofriendly su quei genitori che malauguratamente dimenticano i figli in auto, trasformando così un giorno qualsiasi nella tragedia della propria vita.
E’ possibile firmare una petizione per chiedere l’installazione in auto di dispositivi sonori che avvisino in caso di una tale dimenticanza. Forse conta poca, forse niente, ma intanto io l’ho firmata.

2 comments to “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”
  1. Ciao Valentina.
    Il dolore per una perdita misura il grado di consapevolezza di un essere umano.
    Solo quando si sarà raggiunta la consapevolezza dell’essere infinitamente piccoli, quasi nulla, allora un essere umano riuscirà a vincere il dolore di una perdita. Che è, secondo me e secondo chi mi ha formato, la più brutta forma di egoismo che l’uomo possa provare. Perchè il dolore per la dipartita di una persona è fondamentalmente il riconoscere che tal persona non potrà più farci sorridere, farci piacere, darci ciò che ci ha dato in vita.
    E questo è egoismo.
    Altra cosa è voler bene, cioè volere il bene di qualcuno. Ma nessuno ci ha mai detto come sta chi non è più in questa dimensione.
    Parlo anch’io da non cristiano ma con la consapevolezza di avere un credo.
    Il vero Amore non lega, e quindi non si aspetta qualcosa, ma dà.
    Pace e bene…

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