Lettera aperta ai miei figli. Del razzismo, dell’omofobia e della violenza in generale

Amori miei,
state crescendo. Sorrido guardandovi e il cuore mi si riempe di dolcezza, anche ora che vi penso in questa luminosa alba d’estate.

Poi, però, apro le notizie del giorno e leggo. Leggo tante cose che non vorrei leggere mai. E, soprattutto, che vorrei voi non doveste leggere mai.
Ecco il perché di questa lettera. 

Cari amori miei,
io vi auguro due cose nella vita: di essere felici e di essere aperti.
Aperti verso l’altro, verso il diverso da noi, verso chi non si conosce. Attendere prima di dare un giudizio, fosse pure provvisorio.
Se voi sarete capaci di essere felici e di essere aperti non avrete bisogno di nascondervi dietro a stupide idee razziste, omofobe o violente.

Il razzismo, l’omofobia, la violenza di qualsiasi tipo derivano dalla paura e dall’ignoranza.
Non abbiate paura di restare aperti verso ciò che il mondo vi presenta.
Per la paura c’è sempre tempo. Non voglio dire che dobbiate diventare degli imprudenti, ma che il vostro cuore sia pronto a cambiare idea, ad ammettere di aver sbagliato, ad accettare di essere umani e quindi imperfetti.

Spero che non dobbiate mai assistere a episodi di violenza, di razzismo. Che il clima politico e ideale cambi intanto che voi crescete.

Nel frattempo io cerco di tenere il punto. Di tenere testa a questa vita che, a volte, mi sembra andare a rotoli.
Cerco di insegnarvi che al mondo non ci siete solo voi, ma anche gli altri;
che le cose si dividono con gli amici e anche, semplicemente, con chi ha bisogno;
cerco di insegnarvi a non chinare la testa di fronte alla prepotenza;
a non seguire il branco a tutti i costi;
a pensare con la vostra testa;
a non essere prepotenti con i più piccoli, i più deboli;
a accettare chi è diverso da noi.

E so che, a volte, lo faccio in modo duro. Ma lo faccio perché credo che, in questo caso, ci sia un “giusto” e uno “sbagliato”.

Quando incontriamo un uomo che chiede la carità e voi lo salutate con un sorriso o dandogli il cinque, io sono felice.
Quando vedete qualche bimbo piccolo in difficoltà e accorrete in suo aiuto, io sono felice.
Quando mi chiedete come fanno due uomini ad avere un figlio e io vi spiego che quando c’è l’amore tutto è possibile, il fatto che voi così, senza problemi, lo capiate, mi rende felice.

In questa epoca di pazzia generale, dove torna forte il razzismo, l’omofobia e un linguaggio e un comportamento sempre più violento, mi ricordo che non è possibile tacere.
Che è necessario prendere posizione.

E spero che non vi lascerete mai convincere da idee che non contemplano la libertà e l’uguaglianza per tutti gli uomini.
Spero che non vi lascerete convincere da assurdi censimenti su base razziale, né dall’idea che se sei nero allora devi stare a casa tua, né che esista un qualsiasi dio che possa decidere come un uomo e una donna devono esprimere il loro amore e la loro sessualità.

Perché, di tutto quello che vi auguro, niente è più importante di questo: che siate felici e che siate aperti verso il mondo. Allora, solo allora, potrò dire di essere stata una “brava” madre.

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