3 desideri, 3 viaggi

Quest’anno non lo so se parto. Forse no.
Troppi esami, troppi concorsi, troppe cose in ballo che potrebbero cambiarmi il futuro.
Allora sto qua, con i piedi piantati a terra a mettercela tutta per vivere poi una vita (ancora) più serena e dai ritmi lenti (o almeno così spero).
Ma la fantasia non solo può, ma deve, viaggiare.
Librarsi oltre ogni confine.
Ed eccomi qui a pensare a tre viaggi che vorrei fare nel più breve tempo possibile:

  1. L’Isola del Giglio.
    Mi piace la Toscana. Amo le isole.
    Quindi connubio perfetto.
    Vorrei partire e perdermi tra le sue spiagge e i suoi sentieri.
    Sono giorni che mi studio vari siti e blog. Nella mia follia prepartenza (seppure momentaneamente immaginaria) ho anche cercato i traghetti per l’Isola del Giglio. Me la sento. Ce la farò. E’ un sogno che è possibile realizzare e io, presto o tardi, lo realizzerò.
    Vi posterò dei selfie di me sulla spiaggia delle Cannelle (e lo farò anche se non ci tenete particolarmente).Isola del Giglio
  2. Il Giappone.
    (So che è un po’ generico, ma prometto che prima di partire studierò un itinerario sensato).
    Devo andarci. Devo assolutamente andarci.
    Non domani e forse non il prossimo anno perché i bambini sono ancora troppo piccoli e il viaggio è costoso e vorrei se lo ricordassero e lo apprezzassero come si deve. Ma io DEVO PARTIRE per il Giappone.
    Mangiare sushi, sognare a occhi aperti di trovarmi in un libro di Murakami, chiedere indicazioni e non capirci un tubo, dormire in un hotel a capsule (non so se ci riuscirò davvero, dato che sono piuttosto claustrofobica. Anzi non piuttosto, molto. Moltissimo).
    Comprarmi decine di manga incomprensibili, visitare i templi, ammirare a bocca aperta le più antiche tradizioni giapponesi, fare milioni di inchini (voglio aver mal di schiena al rientro in Italia per i tanti inchini).
    Dormire sul tatami (come diavolo faranno?), mangiare qualsiasi cibo con le bacchette (davvero, come diavolo faranno?). Insomma immergermi nella cultura di questo Paese che mi chiama come le sirene con Ulisse.giappone_viaggio
  3. Buenos Aires.
    Ci sono degli amici là.
    Amici che vorrei rivedere e vorrei vedere loro e l’Argentina mentre canto a squarciagola e stonatissima “Don’t cry for me Argentinaaaaaaaaa”. Ok, quando ci andrò vi avviso in modo che possiate starvene a casa eh…
    Una Buenos Aires che per me è una promessa futura, la promessa di un sogno a occhi aperti.photo-buenos-aires2

Sognare fa bene all’anima. E poi, un giorno, io so che questi sogni diventeranno realtà.
E allora sarò felice. Ancora, molto, più felice.

Photo credit: Gruppo Ambiente Trekking Le TorriAtacama TravelBuenos Aires Touring

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