La mia gita in Umbria: tra torta al testo e tartufo

L’Umbria è una regione bizzarra, mi attira e mi respinge.
Qui l’ospitalità è garantita, ma diversa da quella romagnola che amo tanto. E’ quasi restia, brusca a tratti eppure anche così incondizionata, da sorriso sulle labbra come incotrare dei nuovi, ma già cari, amici.

A Perugia torno spesso, ma questa volta la nostra gita fuori porta è stata tra Magione, Agello, Castiglione del Lago e Umbertide. Perugia sembra già lontana anni luce da questi piccoli paesini dove le case sono ancora di spesse mura di pietra, i tetti a spiovente e la gente si ferma a salutarsi e scambiare due chiacchiere.

E’ stato un weekend gastronomico, alla scoperta di ottimo cibo accompagnato da qualche bicchiere di rosso della casa che scendeva giù che era un piacere.

Torta al testo

Torta al testo

Il pranzo del sabato è stato in un ristorante lungo la strada che da Perugia porta a Castiglione del Lago, “Il ritrovo”. Si trova dopo una curva, sulla vostra sinistra. E’ semplice e per gente alla mano, perfetto per me quindi.
Il menù è affisso all’entrata, scegliete il tavolo e andate voi al banco a ordinare.
Personalmente non torno dall’Umbria se non ho prima mangiato la torta al testo. Cibo tipico preparato con farina, sale, acqua e un pizzico di bicarbonato. Viene cotta nella brace del camino in un apposito contenitore di pietra, il testo appunto (diverso da quello della piadina romagnola).
Può essere farcita secondo i vostri gusti: formaggio, porchetta, salsiccia, prosciutto crudo, capicollo, pancetta. Personalmente la mia preferita è verdure e salsiccia. Solo a pensarci ne mangerei in quantità spropositate.

Un’altra specialità di questo ristorante è il pesce di lago fritto, sinceramente non mi sono sentita di assaggiarlo. Da brava donna di mare ho un’avversione a pelle per tutti i natanti delle acque dolci. Però i commensali che erano con me se ne sono cibati con gusto e sono tuttora vivi. Vedete voi.

Tra capicollo e caciotta al tartufo

Capicollo

Gli affettati sono un must di queste zone. La casa di questi amici è come una piccola salumeria, non mancano mai il prosciutto crudo, il capicollo e la pancetta arrotolata. Non me  ne vogliano i vegetariani, ma sono squisiti. Accompagnati da un formaggio come la deliziosa caciotta al tartufo o un prelibato pecorino di Norcia, con l’immancabile torta al testo servita calda. Beh io dico solo che sono una leccornia, semplice e veloce da preparare.

Tartufo, tartufo e ancora tartufo

Ravioli di zucca e tartufo

Il pranzo della domenica siamo arrivati a Umbertide, alla “Locanda di nonna Gelsa”. Ora se non amate i funghi ci sono anche altri piatti. Ad esempio la tagliata è squisita e abbondante, ma se come me li amate allora lasciatevi consigliare dalla cameriera. Quella domenica i piatti del giorno erano ravioli con zucca, gorgonzola e porcini e un petto di pollo ripieno di pecorino e cotto al tartufo, l’unico piatto al mondo che dà un senso al petto di pollo, altrimenti insipido e adatto solo a una dieta dimagrante.

Non so cosa vi potrà capitare di meglio, ma tentate la fortuna e fatemi sapere che la prossima volta ci torno senza meno.

Godetevi l’Umbria, non a spasso tra i suoi monumenti questa volta, ma seduti a tavola. E buon appettito!

Photo credit: Valentina Gattei – AgriartiPappa reale

6 comments to “La mia gita in Umbria: tra torta al testo e tartufo”
    • Non potevo perchè io comincio a pranzare alle 9.00 esattamente un’ora e trenta dopo aver fatto colazione e continuo così fin verso le ore 13.00
      Ti abbraccio forte e grazie per essere passato di qui.

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