Piena.

Oggi è una giornata in cui mi sento piena.

Il sole splende, il cielo è azzurro, la vista dall’ufficio sempre uguale, sempre diversa. Ho pianto qualche notte fa, ho avuto paura, sentito esplodere la rabbia che camuffa il dolore, poi ho sentito me.

Mi sono guardata, ho visto quella ferita che ancora sta cicatrizzando, ho asciugato le lacrime, poi le ho lasciate scorrere senza giudicarmi. Ho trovato il coraggio e l’incoscienza, ho scritto un messaggio. Ho fatto un passo avanti, poi uno indietro e uno, davvero, di fianco che cambiare prospettiva aiuta.

Ho respirato a fondo. Ho accettato di essere triste, che le cose finiscono e lo fanno senza un perché.
Ho respirato ancora, un’altra volta ancora. Ho alzato gli occhi al cielo, cantato una canzone stonando. Ballato a piedi nudi con i miei figli. Ho detto “Non importa”, anche se importa, ma forse non più così tanto come prima.

Ho accettato di provare dolore, che no, non se ne andrà. Di guardare alle cose belle che ho e sono tante e quasi tutte le posso chiamare per nome. Ho visto l’amore che mi circonda, che a volte stare in relazione con qualcuno è davvero difficile, ma ne vale la pena, mi dico. E la vale, davvero.

Ho sentito la rabbia, è salita come piedi che si impuntano, come uno sbattere la porta e andare via a culo dritto. E poi tornare, per dire che no, dai, non è così che io parlo con le persone che amo. Che sotto questa rabbia c’era e c’è, ancora e ancora, il dolore. Di non essere scelta. Di essere, per qualcuno, seconda.

E dirsi che non sempre questo è un male. E, forse, non sempre è così vero. Che se lo è, lo è. E non ci posso fare niente. Anzi, posso. Posso dire che mi dispiace, molto magari. E poi dirmi che sono la prima per qualcuno: me. E forse anche per altri accanto a me.

Accorgermi di quello che sento, dei giorni sempre uguali e sempre diversi, avere il coraggio di mostrare il dolore lancinante che mi abita. Che sembra di no, lo so, sembra che io sia distante e, invece, dentro muoio.

Muoio, sì. E poi rinasco. Dalle ceneri e torno cenere. Così, in un ciclo continuo di gioia improvvisa e paure devastanti, di luce e buio, di contatto e ritiro. Di amiche che riempiono i miei giorni, di amore immenso, di addii dolorosi e di nuovi inizi.

Nel mio cuore c’è posto per tutto. E questo tutto io lo chiamo vita.

Oggi mi sento piena, sì. Piena di vita.

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