Oggi piango

Oggi piango. Sto qui, da sola, in silenzio e piango.

Piango perchè ci sono dei bambini morti poco distanti da una possibile salvezza. Oggi piango perchè mi viene la pelle d’oca solo a pensare che avrei potuto essere io lì, su quella barca maledetta.

Piango, perchè qui in questa casa ho tutto quel che mi serve e anche di più. Perchè i miei figli stanno bene e sono al sicuro, mentre qualcuno là fuori sta soffrendo le pene dell’inferno. Un inferno vero, non una chimera fasulla inventata per farci paura. Un inferno che è la realtà che vivono ogni giorno. Ogni stramaledetto giorno.

Piango perchè mi chiedo cosa posso fare. Davvero, che posso fare?

E sento salire dentro un urlo muto che mi stringe lo stomaco e la gola e non riesco a respirare, e questo grido sordo mi chiede solo: “Perchè?” Perchè, perchè, perchè.

E la risposta non c’è e io non farò niente di diverso oggi. Niente.

Aspetterò che Dario si svegli, lo abbraccerò forte e lui mi sorriderà e non saprà niente di tutta questa tragedia. Poi andrò a prendere Elio all’uscita dalla scuola e lui mi parlerà a vanvera come sa fare, riderà forte e io riderò con lui, lo bacerò così tanto che lui mi dirà “Mamma, ti voglio benissimo” e io piangerò.

Piangerò perchè tutto questo è la normalità. E così dovrebbe essere. Nessun bambino dovrebbe morire in mare o in guerra o per chissà quale altro motivo. Nessuno.

E io, oggi, piango.

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