Marketer (o markettaro), rilassati!

Premessa al post: di recente ho assistito a una scena in cui una persona diceva “Di mestiere faccio la Social Media Specialist“. Credo di essere stata l’unica presente ad aver capito di cosa stesse parlando.

Nel mio lavoro ho tanti grazie da dire a persone che, negli anni, mi hanno insegnato molto. A loro devo la mia professionalità. Senza Simona non saprei niente di email marketing, Francesco mi ha aperto gli occhi sul linguaggio HTML, sul SEO, sull’usabilità di un sito. Sara poi, mi ha insegnato tutto quello che so sui social e sul blogging.

Io amo il mio lavoro.

Ma so anche che per molti di voi tutte queste parole non vogliono dire niente. Niente di niente.
Quindi quando mi chiedono “Che lavoro fai?“, guardo negli occhi la persona che ho di fronte e calibro di conseguenza la mia risposta. Se è un esperto del settore rispondo con tutte le specifiche del caso, se invece è solo una domanda di cortesia o di una persona che, a prima vista mi sembra non sia un conoscitore profondo del marketing online, dico semplicemente “lavoro nell’ufficio marketing di un’azienda online che vende viaggi“.

E lui capisce vagamente cosa faccio. Io glielo leggo negli occhi.

Lo so che noi tutti crediamo (e forse è pure vero) di fare il lavoro più bello del mondo, ma pensatela così: se voi incontraste un dottore specialista in otorinolaringoiatria vorreste conoscere i dettagli del suo lavoro oppure vi basterebbe sapere che guarda nella gola e nelle orecchie della gente e le cura?

Quindi, per concludere, amico mio marketer (o markettaro che dir si voglia) rilassati.

Rilassati, che non tutti muoiono dalla voglia di fare il tuo stesso lavoro e non a tutti interessa sapere che sei il project manager di chissà che.
Poi mi chiedo, se chi ti ascolta offline non capisce che mestiere fai, sei poi così sicuro di essere davvero un Social Media Specialist online?

6 comments to “Marketer (o markettaro), rilassati!”
  1. Io lavoravo in una grossa web agency e, benché mi piacesse il mio lavoro e mi ci impegnassi, non riuscivo mai a dire la mia qualifica senza ridere (di me stessa in primis). Ho cominciato a lavorare nel 1997 e non avevo una mail a quel tempo, in ufficio dico. Eppure riuscivo benissimo a fare il mio lavoro.
    Quando lo racconto la gente si stranisce ma io credo che aver lavorato molto offline prima che online mi abbia aiutata un sacco.
    Se non altro a prendermi in giro quando parlo di qualifiche online.
    Tempo fa cercavo di spiegare a mia madre il mio lavoro e ogni volta che iniziavo lei si perdeva. Ho finito per dire che “lavoro sulle cose di internet”.
    Il mistero è finito lì 🙂

    • Grazie Giovy, per aver condiviso con me questo tuo racconto che mi fa sorridere, soprattutto “lavoro sulle cose di internet” 🙂

  2. Anche io calibro molto le risposte in base a chi ho davanti. Di solito sono pure mie amiche che, nonostante glielo spieghi più volte, o se lo dimenticano oppure sono talmente fuori “dal giro” che non se ne interessano, quindi tocca ripetere. Ma ormai ho capito che scendere nel dettaglio è inutile: spiegandolo come lo spiegheresti a un bimbo, invece, risolvi tutti i problemi! 🙂

  3. Io devo ancora capire cosa faccio, quindi di solito quando qualcuno me lo chiede rispondo in maniera molto complicata e aspetto che lui/lei mi dica: ” ah allora fai il…”. Poi raccolgo le risposte e ci penso su.

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