Tu non sei loro

Una premessa è necessaria a questo post. Io amo la mia famiglia. Li amo così tanto da sentire il dolore che provano come spilli nella pelle. Spilli che non riesco a togliermi, nonostante ci stia provando da tutta la vita. Sono egoista, superficiale e egoista. E troppo debole per sopportare la sofferenza. Non è una giustificazione, è solo la verità. Sono sicura che là fuori ci sono tante persone come me. A queste persone io parlo oggi. Solo, esclusivamente, per loro.

Ti auguro, di cuore, che la tua famiglia sia in stile Mulino Bianco. Tutta sorrisi e abbracci fin dal primo mattino. Se invece è come la mia, cioè piena di amore, ma incasinata, voglio dirti due parole. Anzi, per l’esattezza, quattro. Quattro parole soltanto: “Tu non sei loro…”

Ora mi spiego.

A casa mia non c’è mai stata (e forse non ci sarà mai) serenità. Quella serenità che io, ancora oggi, tanto bramo e ricerco in ogni situazione della mia vita. Certo, ci sono stati momenti di gioia, ma così sparuti che diventano quasi ingannevoli nella nebbia confusa della memoria.
Per salvarmi dal dolore non ho trovato altra via che la fuga. Una fuga forsennata e senza senso, perché il mio cuore torna lì, ogni giorno, ogni volta.
Ho scelto la via dell’egoismo, della finzione, di non chiedere niente, di non voler saper niente, di scappare via, senza mai allontanarmi di un solo, fottuto, passo.

Nei momenti più bui della mia vita passata ho pensato di non fare figli perché non sarei stata in grado di renderli felici come avrei voluto. Avevo paura di ripetermi, di entrare in un circolo di comportamenti sempre uguali, senza via d’uscita.
Poi una persona speciale mi ha detto quattro parole, solo quattro parole che mi hanno cambiato la vita. Mi ha detto: “Tu non sei loro”. Io non sono loro, capisci? E nemmeno tu sei “loro”. Nessuno di noi è “loro”.

Ognuno è quello che è. Ognuno è quello che è e io non sarò mai loro.
Farò i miei errori, mi porterò dietro un bagaglio forse pesante, mi ritroverò in qualche atteggiamento, ma io non sono loro. E davvero, nemmeno tu sei loro.
Siamo liberi. Liberi di sbagliare come meglio crediamo. Liberi di avere una vita nuova, diversa. Una vita e una famiglia tutta nostra. Con i nostri di errori e le nostre di paure. Ma anche con quella gioia che tanto mi è mancata. Io non sono loro e voglio sorridere, ogni giorno. Ogni giorno. Ogni giorno.

Sorridere, ogni giorno.

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8 Comments
  1. no va beh questo è un colpo basso lo sai vero? ma siccome forse non lo sai te lo spiego a voce appena ci rivediamo perchè è bello leggerti certo ma anche vederti.
    si nota che il tuo post mi ha confusa?

  2. Ciao Valentina.
    Il fatto stesso che tu ammetta di non essere loro, però, ti pone in contraddizione coll’affermazione di essere egoista.
    Perchè l’egoista pensa che tutto gli appartiene.
    Anche quando non se ne cura.
    Perchè non curandoti di loro stai affermando un tuo piacere, non un tuo diritto.
    Ma nel momento in cui ti rendi conto di non essere loro, li lasci fare, e quindi non gli neghi la libertà.
    Dovresti solo acquisire più serenità, ed essere consapevole che non sei loro.
    Secondo me, quella consapevolezza si acquisisce rendendoti conto di non essere nemmeno tua.
    Ognuno di noi pensa di essere il centro del mondo, e per certi versi è pure vero, perchè quando l’Io finisce, per quell’Io tutto finisce. Ma è anche vero il contrario, e cioè che tutto è prima ed anche dopo di noi.
    Scusami il pippone, ma ci tenevo…
    Sii felice.

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