Perché bloggo?

Dopo aver letto quest post di Elisa, ispirato da quello di Paola, a sua volta suggerito da quello di TripLuca, mi sono trovata a domandarmi, per l’ennesima volta, perché bloggo?

Nessun Dorme

Tutto è cominciato sull’onda dell’entusiasmo.
Sara aveva un blog bellissimo, al lavoro scrivevo su un blog, avevo letto tanti blog, molti dei quali mi facevano sognare a occhi aperti.
Mi piaceva. Non ero (e non sono brava), ma mi piaceva.
Sentire il ticchettio della tastiera in un tic tac continuo mi riempie di gioia e concentrazione. Il mondo intorno potrebbe cadere a pezzi e io continuerei a scrivere.

Potrei scrivere solo per me e, principalmente, è quello che faccio. Come avere un megafono e usarlo in piazza, ma non sai bene se davvero qualcuno ti ascolta sul serio o sente solo dei suoni confusi di tutto ciò che dici.

Bloggo così, perché a volte qualcosa mi colpisce e penso che potrebbe interessare anche altri.
Bloggo perché qualcuno a cui tengo molto, una volta, mi ha detto “brava”.
Perché nel silenzio di un’alba muta trovo un senso a questo mio pensiero vagabondo che non si dà pace mai, nemmeno quando dormo.
Lo faccio perché a qualche amico, che so essere sincero e senza rumorosa prole al seguito, piace davvero quello che scrivo. Anche se parlo di bambini e pannolini sporchi e viaggi improbabili con adorabili nani malefici scatenati.

Nessun Dorme

Lo faccio per quelli che mi hanno lasciato un commento dolce o carino, ma anche per chi mi ha criticato. Certo, non quelle critiche sterili fini a sé stesse, ma quelle costruttive, che ti fanno crescere e migliorare, o almeno spero.

Bloggo così, come il vento soffia. Naturalmente, come mi viene. E sono certa che mi venga male. Guardatemi.
Ho aperto questo blog da quasi 4 anni e sono qui, ferma. A parlare ancora di me e di quel che sento. Cosa che, come avrete capito anche voi, non mi porterà a viaggiare gratis o ricevere pacchi regalo da grandi ditte.

Ma ci ho riflettuto su, sul serio (cosa piuttosto difficile per me, ma con impegno ci sono riuscita).
Ho capito che bloggo perché è così che mi sento di fare.
Con l’età che avanza ho capito anche che non importa granché se questo mese appena passato non ho avuto voglia o tempo di scrivere (ho il vizio di vivere una vita anche offline).
Chi se ne importa se non so scrivere per analytics, a chi interessa se so fare solo post inutili, di sentimenti e cuori volanti.
Che importa, se non importa a me.

Invecchiando (perché è questo che mi sta succedendo eh) mi interessa solo di aver passato una giornata serena. Fatta di dolcezze familiari, di sorrisi teneri, di ghiaccioli che si sciolgono al sole e ti impiastricciano tutta. Di salti tra le onde, di risate fragorose, di piedi caldi a mollo nell’acqua fresca. Dei miei figli che mi chiamano “mammina” con un amore che non credevo esistesse (e anche con una perseveranza preoccupante forse).

Non mi frega niente del resto.
Ecco perché continuerò a bloggare a modo mio.
In modo discontinuo, inutile, faceto e assolutamente disinteressato.
E sapete che c’è?
C’è che sono felice così.

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2 Comments
  1. Io ti lovvo a manetta! Ogni volta che ti leggo mi colpisci dritto al cuore e sai sempre come emozionarmi.
    Per fortuna che blogghi, io adoro leggerti
    Elisa

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