Nuovo proposito per il 2016: recidere i rami secchi

A volte scrivere è terapeutico. Liberatorio.
Così vuole essere questo post.

A me non piace nessuna fine brusca. Tutto scema lentamente verso il niente, ma dolcemente. La fine, in qualunque senso la vogliate intendere, non mi appartiene. Sono consapevole che le cose passino e, in qualche modo, finiscano. Ma non in modo improvviso.

Quest’anno passato è stato un anno bello, ma anche no. Come tutti gli anni, credo. Quel che mi salva è l’idiozia e la voglia di ridere che mi prende nonostante tutto.

Il 2016 è iniziato così. Di corsa.
Troppo.

E ora, qui, oggi, mi viene in mente un unico proposito sensato per il 2016: recidere i rami secchi.
Tutti li abbiamo. Io ne ho diversi.
Quelle relazioni morte che non portano più a niente. Tagliarle, via.
O le abitudini sbagliate, sempre quelle da troppi anni. Via, anche quelle.
Le ripetizioni di gesti datati, ormai scontati che mi stancano al solo pensiero. Buttarli al vento, così.

Recidere i rami secchi. E smettere di pensarci su.
Di voler piacere per forza a tutti che alla fine non piaci più a te stessa.
Non esserci più per tutti, esserci solo per chi conta.

Sì, il mio nuovo proposito per il 2016 è proprio questo: recidere i rami secchi. Che gli alberi per ricrescere sani e forti hanno bisogno di essere potati.
Così mi sento io.

Recidere. Per crescere.
O forse va bene anche: crescere per recidere.

Sotto, alcuni momenti felici del 2015. Ne mancano tanti, ma accontentiamoci per il momento.

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