Lettera a mio figlio

Sono qui, all’alba di una notte quasi insonne, nel silenzio di respiri e sogni che avvolge ancora la tua futura casa, già nostra, mia e degli unici due uomini che amo e ho amato nella vita.

Sono qui con una pancia enorme che sbatte contro la scrivania dove è appoggiato il Mac, non importa che posizione cerchi di assumere, la pancia tocca. La finestra di fronte è aperta e sento gli uccellini che soli cinguettano alle 5 di mattina.
Sento il treno passare, polveroso e inarrestabile, e te scalciare e spingere.

Sono qui a scriverti e non so nemmeno perchè.
Tuo fratello ha pianto l’altro giorno, quando abbiamo sistemato il tuo lettino in quella che sarà la vostra camera. Poi però ha cominciato a dire “Lì fratellino” e quindi, forse, è una crisi già passata. La valigia è aperta in camera mia, la chiudo presto, lo prometto.

Chissà che mi aspetto da te? Che dormi forse, ma tanto so già che non lo farai. No, non lo farai, non voglio illudermi. Non so come faremo a organizzarci in una nuova vita a quattro, ma non ho più paura perchè ora ho capito che nel cuore c’è abbastanza posto per amare intensamente più di una persona.
Prima che nascesse tuo fratello non lo sapevo. Avevo amato solo tuo padre e temevo non ci fosse abbastanza spazio per un altro Amore. Come mi sbagliavo… Con te, invece, so già che lo spazio si farà ancora più grande.

Chissà che occhi avrai. E il naso, la bocca, il viso e come sorriderai. In quale urlo esploderai per esprimere il tuo dissenso, se avrai mani piccole o grandi, se riderai di gusto oppure sarai serio. Chissà.

Nel silenzio di questa alba muta in una Rimini addormentata, dopo una notte insonne, con la pancia indolenzita e gli occhi stanchi, sono qui a scriverti che ti aspettiamo.

Niente è pronto, non il letto, l’armadio e neppure la valigia, ma i nostri cuori sì. Ed è tutto quel che conta, non credi Dario?

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25 Comments
  1. Che emozioni che mi hai fatto rivivere. E’ vero. C’è cosi tanto amore in noi. Ed è un miracolo che si rinnova, non è vero?
    Il fratellino porterà un pò di scompiglio nella vita del primogenito. Sarà normale, a tratti difficile. Ma quanto è bello poi vederli giocare insieme, vederli abbracciarsi e sapere che si amano come tu ami loro. Un abbraccio cara Vale. E a prestissimo!

  2. Approdo oggi al tuo blog. Questo è il primo post che leggo. Commossa. Emozionata. Sorridente.
    Grazie di questo benvenuto e Buona Vita a Dario e alla tua famiglia.

  3. Che emozione!!! Bellissimo e commovente! Io che tentenno all’idea di un secondo bimbo per casa, come mi ritrovo nel “pensavo nel cuore ci fosse posto solo per papà”… e poi con il rospetto ho capito che c’era spazio anche per lui…
    :-) ohhh quante seconde pance in rete…mi fate venire voglia!!

  4. Hai fatto piangere anche me, panciona quanto te ma al primo figlio, con la paura che niente sia più come prima e la fatica ad accettare l’idea. Concentrata più sulle rinunce che sto facendo piuttosto che sull’arrivo imminente.
    Poi leggo il tuo post, ed è tutto lì.
    Ti abbraccio Vale
    poi faremo giocare insieme Dario e Sebastiano :) magari in giro per il mondo

    • Elisa che bel commento! Speriamo davvero che possano giocare insieme chissà dove, sarebbe meraviglioso. Intanto io vi abbraccio forte e mi auguro di avere presto la fortuna di incontrarvi di nuovo.

  5. non mi hai fatto venire voglia di fare un figlio, ma ammetto -nel coro generale- che hai scritto proprio delle belle parole, delle emozioni spaventose, anzi. un bacione vale!

  6. Pingback: Perchè non voglio guadagnare con il mio blog | Nessun dorme

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