La “mia” decrescita felice

Oggi mentre acquistavo un regalo per una bimba appena nata che vedrò nel weekend, mi sono detta: “E vai! E’ il momento per scatenarti nello shopping“. E invece. Invece niente.

Ho guardato quei bei maglioni anni ’80, i leggings, le calze a pois, il giacchetto a pelliccia di leopardo. E niente. Non ho sentito nessun irresistibile impulso ad acquistarli. Ho sentito solo una domanda, nel silenzio rimbombava dentro me, e mi chiedeva “Ma davvero ti serve?” e un’unica, solitaria, implacabile risposta “NO“.

Non mi servono. Ho già un’armadio, vari cassetti, scatoloni e pure una scarpiera piena di abiti, borse, maglioni e scarpe. Non ne voglio altri.
Non so se è perchè sono due anni che non compro più niente e mi sono disintossicata, se perchè i miei poco più di mille euro al mese non mi permettono di spendere e spandere senza riflettere. Forse è perchè ora sono mamma, o forse perchè preferisco andare in piscina, a teatro, al ristorante. Magari preferisco spendere una follia per vedere le Cirque du Soleil o per acquistare libri che si accatastano lì, tra il comodino e la libreria.

Sarà. Sarà che, semplicemente, non mi servono. Non li voglio. Non so che farmene.

Ecco il quel preciso istante mi sono sentita libera. E’ questa per me la “mia” decrescita felice.
Non avere bisogno di spendere soldi in cose inutili fa di me una donna libera.
Non so quanto potrà durare ma fatemi gioire di questo momento felice, proprio come la decrescita. (Vedete nella foto come sono felice? Ma in bianco e nero che così non si capisce come sono vestita…)

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