Genova, per noi

“Ma quella faccia un po’ così
quell’espressione un po’ così
che abbiamo noi mentre guardiamo Genova
ed ogni volta l’annusiamo
e circospetti ci muoviamo
un po’ randagi ci sentiamo noi”
Paolo Conte

Genova per noi, 10 anni dopo la seconda volta che ci sono stata.
La prima fu 14 anni fa, per il G8. Era morto un ragazzo lì, il giorno prima. E io avevo pianto, davanti alla tv, a casa, con mia madre che guardava e capiva, capiva tutto.

Ho pianto perché lì morivano dei sogni, i miei sogni, la giustizia, l’eterna lotta tra chi è contro e chi deve servire. E il giorno dopo, insieme a mio padre, abbiamo preso un treno per dire che non c’è bisogno della violenza per essere contro. Violenza che però ho visto amara nelle botte date per strada da chi avrebbe dovuto difenderci. Non dimenticherò le cariche della polizia, né i lacrimogeni, né i mitra spianati dagli elicotteri che volavano bassi, troppo bassi.

Genova, per me, resta anche questo brutto ricordo.

Genova, per noi, invece è vicoli stretti, birre mischiate a vodka tonic, giovani ragazzi, ora meno giovani, ma sempre con la voglia di divertirsi, fosse pure con un passeggino (vuoto o non) a seguito.
Genova è la pizzata, le frasi fuori luogo, le litigate rimandate di qualche mese, le porte sbagliate che non c’è verso di aprirle che la serratura bassa non c’è perché la porta giusta sta di fronte.
Genova è i difetti che abbiamo che, si sa, con l’età peggiorano. Sono gli amori non nati che, si vede, non dovevano nascere.
Le amicizie eterne che restano, inossidabili, come resta la certezza che tra vent’anni saremo ancora capaci di vederci per una notte e un giorno a Genova. Solo per il gusto di stare insieme a ridere di niente, parlare di niente, mangiare sempre troppo e bere ancora un po’ di più.

Genova è bella, di una bellezza struggente. Perché è vera. Così vera che la senti nella pelle anche quando torni a casa. La senti e non te la dimentichi.
Genova, per noi resta questi sorrisi aperti, gli abbracci stretti e la promessa di ritrovarsi non troppo cambiati la prossima volta, quando sarà.
Genova, per noi è questo sì, una promessa.
La promessa di esserci, ora e sempre
.

foto

Foto di Tommaso Rosa

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