Donne, tra maternità e lavoro

Mi piacerebbe riuscire ad affrontare questo argomento delicato con serenità e lucidità.
Temo invece, dato il coinvolgimento personale, di essere poco obiettiva.

Per chi ancora non lo sapesse sono alla seconda gravidanza. Tra soli quattro mesi arriverà un nuovo minuscolo esserino a rendere insonni le mie notti, confuse le mie giornate e da incubo la normale gestione di una giornata qualunque. Ma porterà con sè, oltre all’impegno enorme, anche una gioia impareggiabile, difficile da spiegare a parole.

Non di questo momento indimenticabile, e che nei giorni a venire sarà ricordato tra risate e lacrime di commozione, vorrei parlarvi, ma della situazione in cui mi trovo oggi.
Mi trovo a dover affrontare la difficile impresa di conciliare lavoro e famiglia. Dopo tre anni di lavoro part-time, sono tornata alle canoniche (e sembra imprescindibili) 40 ore.

Una premessa è necessaria: io amo il mio lavoro, profondamente. Mi sento realizzata e stimolata (quasi sempre almeno), eppure sento anche che sto trascurando mio figlio. E questo sentimento mi impedisce di essere serena come vorrei. Aggiungiamo a questi impegni la normale gestione di una casa, tra pulizie, lavatrici, cene da preparare e letti da rifare, il tempo libero diventa davvero troppo esiguo.

Almeno per me. Io voglio tempo per leggere e rilassarmi, per andare in palestra, per ascoltare della musica e fare una passeggiata, per una cena romantica. Tutto questo tempo, ora io non ce l’ho.

Mi domando come farò dopo.

donna multitaskingRiuscirò nell’ardua impresa di conciliare lavoro e famiglia?
Dovrò fare delle rinunce?
E se così sarà, saprò fare le mie scelte senza rimpianti?
Non ho risposte, solo domande.

Quello che oggi mi attanaglia e mi fa soffrire, è che anche qui, in questa azienda che mi ospita da anni, che con la mia prima maternità ha saputo farmi rientrare gradualmente al lavoro permettendomi di sentirmi pienamente realizzata, oggi mi pare si ragioni già come se io qui non ci fossi più.
Io ci sono, invece. E spero di esserci anche dopo.

Forse giustamente qualcuno penserà che voglio tutto e di più. E’ così.
Non voglio scegliere tra un lavoro che amo e la mia famiglia, perchè so già che qualunque scelta che escluda l’altra sarebbe sbagliata.

Per questo cercherò di fare quello che a noi donne in genere riesce così bene: fare tutto.

Photo credit: Pink blogTutto Mamma

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6 Comments
  1. O cara, continuo a rimandare il momento in cui dovro’ parlare della mia conciliazione. Ne parlo solo di sfuggita, ogni tanto, in post dove parlo di altro.
    Con molta sofferenza e qualche sacrificio ho deciso di aspettare un po’ e godermi mio figlio (e anche un po’ di tempo per me) per una serie di ragioni.
    Il mio consiglio e’ di focalizzarti ora sui tuoi due meravigliosi bambini: dopo, con calma, ci penserai.
    Una prima idea potrebbe essere non lavorare anche nel mese facoltativo (se te lo puoi permettere) visto che in questo momento hai bisogno di “lentezza” per assaporare questa tua gravidanza e tutto il resto. Non manca molto.
    Poi al rientro ci penserai: cambiano tante cose col tempo (io me lo ripeto sempre quando sento avvicinarsi lo spauracchio del rientro!)
    Un abbraccio
    Fra
    ps se hai voglia leggiti il mio post “perche’ il lavoro fa male” li’ c’e’ un po’ della mia (dolorosa) conciliazione.

    • Grazie a te Fra,
      io e la lentezza non andiamo molto d’accordo putroppo :)
      Poi passo a leggere il tuo post.
      Un abbraccio!

      • Ciao Valentina!

        quando ti leggo mi sembra di leggere qualcosa che ho scritto io :)
        Io sono alla prima gravidanza e faccio tantissima fatica a godermi il momento perchè sono super proiettata al futuro, un futuro pieno di “oddio come farò” legati al lavoro, alla coppia e ai viaggi.
        Poi qualcuno mi ha fatto notare una cosa importantissima quanto banale. Preoccuparsi significa occuparsi prima quando ancora la cosa non c’è. pensieri fatti di se e di ma che non possiamo controllare e che ci annientano.
        Quindi non dico che la paura non ci sia, non va negata, ma penso che sia meglio per la mamma e il nuovo gamberetto vederla, riconoscerla e lasciarla andare.
        Parole bellissime dette cosi quanto difficili da mettere in pratica lo so, io per il momento mi faccio aiutare dai fiori di bach e devo dire che va meglio :)

        • Grazie Elisa,
          hai detto una grande verità. E’ inutile preoccuparsi prima del tempo, eppure io non so resistere alla tentazione :)
          Ma è una preoccupazione controllata, che non mi rovina le giornate e la gioia di essere in due.
          Un abbraccio!

  2. Ciao Valentina ho letto il tuo post che ovviamente mi tocca particolarmente… io sono stata lasciata a casa a pochi giorni prima di Natale e dalla nascita di mio figlio e questa cosa mi ha turbato non poco se penso ai 5 anni di lavoro e continui contratti. Sul mio blog ho raccontato della mia esperienza… Scopro da qualche giorno che a lavoro mi vorrebbero e qui parte il mio dubbio se accettarTon l’ansia di farlo per soli 3 mesi e poi di nuovo ciao o se seguire l’orgoglio e gli occhi di mio figlio nei suoi primi mesi di vita. Se poi penso di avere un secondo figlio tutto si complica! Ma spero che questo non sia solo un sogno… Ti seguo volentieri e ti mando un abbraccio per la tua nuova meravigliosa gravidanza. Se hai piacere vieni a trovare me e Prince sul nostro umile blog! : -)

    • Grazie cara,
      per essere passata di qua e per il tuo commento. Le scelte sono sempre complicate, chissà…
      Eppure è vero che se una persona si ascolta nel profondo sa già cosa vuole davvero :)

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