Come imparare a accettare i nostri figli e noi stessi?

[Sembra il titolo di un manuale di auto aiuto, di quelli che compri pensando che ti svolteranno la vita e invece
Invece niente ti svolta la vita, soprattutto quando hai qualche problema che ti pare irrisolvibile o quando ti senti solo, stanco, triste e stremato.]

Imparare ad accettare i nostri figli non è facile.
Hanno idee, gusti e opinioni diverse dalle nostre, totalmente diverse a volte. Magari sono tamarri dentro, mentre noi siamo degli snob con la puzza sotto il naso, o ascoltano l’heavy metal a 5 anni mentre noi siamo dei patiti della musica classica. Non lo so, non importa.

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Quel che importa è IMPARARE AD ACCETTARE I NOSTRI FIGLI, esattamente per quello che sono.
Perché loro sono perfetti così.

E anche noi lo siamo. E così si arriva al secondo punto: IMPARARE AD ACCETTARE NOI STESSI. Perché anche noi siamo perfetti.

E qui con “perfetti” intendo  ”nessuna emozione è sbagliata”. 
NESSUNA EMOZIONE È SBAGLIATA, NESSUNA EMOZIONE VA RIMOSSA O TACIUTA (dopo circa 2 anni di lavoro su di me finalmente posso scriverlo in cap lock).

La rabbia, la tristezza, la paura, l’ansia, la sofferenza sono tutte emozioni che ci hanno insegnato a reprimere, a non manifestare, per perseguire un’errata e irraggiungibile idea di perfezione.

La rabbia, la tristezza, la paura, l’ansia, la sofferenza esistono.
E negarlo non cambierà la situazione, anzi. Ci farà sentire peggio: imperfetti, fragili e sbagliati
.

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A nessun bambino mai nel mondo vorrei che venisse detto “non piangere”, ma “piangi quanto vuoi, io sono qui con te”.

Impariamo ad accettare noi stessi, per quello che siamo. (Io ad esempio ho scoperto di essere incazzata nera, quindi è probabile che tra poco mi troviate a lasciare commenti su Facebook di un tenore un po’ paranoide…).
Accettare di essere ANCHE così: arrabbiata, triste, sconsolata, annoiata, sola.

E permettere ai nostri figli di crescere riconoscendo le emozioni di qualunque tipo, da quelle belle a quelle meno, per consentire loro di essere uomini liberi.
Uomini liberi e consapevoli e, spero, felici.

E ripetersi come un mantra:
NESSUNA EMOZIONE È SBAGLIATA.
NESSUNA EMOZIONE È SBAGLIATA.
NESSUNA EMOZIONE È SBAGLIATA.
Fino allo sfinimento e oltre.

E ognuno di noi è come è. E tutti, ma proprio tutti, siamo perfetti così come siamo. Con tutti i nostri difetti e tutti i nostri lati oscuri.

[Grazie a Claudia che in questi due anni non ha mai smesso di credere che ce l’avrei fatta. Ci ha creduto talmente tanto che ho finito per crederci anche io. Se avete voglia di una pacca sulla spalla, di un confronto o di una cuscinata in faccia che vi svegli, la trovate qui: https://it-it.facebook.com/progettogestaltrimini/)

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