Tutto quel che non dovrei fare e che, invece, faccio

Se siete genitori come me forse mi capirete.
Capirete cosa significa farsi delle promesse con le migliori intenzioni di questo mondo e ritrovarsi, poco tempo dopo, a non mantenerne nemmeno una.

Non sto esagerando.
Prima dell’arrivo del piccolo nano malefico (che ora dorme beato nel mio letto) avevo tante certezze, divieti inconfutabili e ragionamenti irresistibili. Sapevo dove stava il giusto e dove lo sbagliato.

Poi.
Poi arriva lui (il nanetto malefico) con i suoi occhi grandi e cerbiattosi, con le sue manine pagnottine e piccole, morbide, morbide (e spesso con le unghie sporche, ma questo è un dettaglio insignificante), con il suo musino bello e di una dolcezza infinita. Con il suo broncio e le lacrime che gli lasciano piccole righe lungo le guance. Con il suo tenerissimo e disperato modo di chiamare “mamma”.

Tutte le regole, le decisioni, le prese di posizione, scompaiono. Via, letteralmente spazzate via. So solo che non vedo l’ora di correre da lui a abbracciarlo forte, coccolarlo, dargli tutto quel che chiede. Tutto, o quasi.

E’ da mamma che ho imparato la pazienza e il compromesso. Prima certo che ti capita, ma mai così. Un compromesso continuo tra quello che vorresti e quello che vuole lui, la piccola belva impazzita. La pazienza di metterci 5 minuti per fare due rampe di scale, di aspettare che prenda le sue 25 macchinine, l’orsetto, la palla e non so che altro prima di uscire. La pazienza di dire una, due, cento, mille volte no per la stessa identica cosa.

La pazienza di stare ad ascoltarlo quando cerca di raccontarmi cosa gli è successo e io non capisco.
Quando mangia e si sporca tutto, quando vuole stare altri 10 minuti al parco, restare ancora dalla nonna, mangiare subito quando la cena è ancora solo nella mia testa, giocare quando sarebbe ora di riordinare e così per tutto.

Di tutti quei no che avrei dovuto dire (e tanti li dico, giuro), di tutte quelle volte che vince lui per lo sfinimento e la stanchezza, di quando perdo la pazienza (che non sono una santa) e urlo forte, spero che di tutte queste volte che sbaglio – e sbaglierò – si ricorderà  soprattutto che in fondo in fondo, l’ho fatto per amore. 

E l’amore si sa, non è per niente ragionevole.

 

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4 Comments
  1. Le ragioni del cuore … quelle che la ragione con comprende!:)
    Questo e’ davvero un post ricco d’amore… sono certa che un bambino cosi’ tanto amato crescendo sapra’ capire anche gli (eventuali) sbagli!
    O almeno lo spero perche’ da mamma mi sembra di farne cosi’ tanti… ;)

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