Lasciate ai bambini il tempo per la noia

“Nessunissima possibilità lasciata al più piccolo quarto d’ora di faccia a faccia con se stesso. Guerra al sogno! Dagli alla noia! La bella noia… La lunga noia… Che rende possibile la creazione…”
Daniel Pennac

Lasciate ai bambini il tempo per la noia. La noia dei lunghi pomeriggi invernali quando fuori fa troppo freddo per giocare a guerre immaginarie.

Nessun Dorme

All’opera sul tappeto magico

Quando in casa non si sa più che fare e pigramente si dondolano le gambe alla ricerca di chissà che. Lasciate ai bambini il tempo di domandarsi (e domandarvi): “Cosa faccio ora? Che mi annoio.”
Perché la noia è anticipo di creazione immaginaria, di mondi fantastici che sono lì a nostra disposizione non appena si socchiudono gli occhi nel lento pomeriggio che non muore.

Come mamma (pigra) sono contraria alle mille attività giornaliere di un bambino. Certo, mio figlio va in piscina e a musica, ma due volte alla settimana e mi sembrano già tante per lui, che deve ancora compiere 4 anni.

Nessun Dorme

Piccoli costruttori crescono

Voglio che abbia il suo tempo per starsene sul tappeto, chiuso in camera, a sognare mondi fatti di stelle di lego. Che sfogli un libro inventandosi la storia che io, per una volta, non gli leggerò o che parli a manetta, ma sottovoce, mentre gioca con i suoi peluche che diventano amici e nemici in pochi istanti.
Sono felice quando lo sento inventarsi sogni fantastici e storie strabilianti. E gli auguro di non perdere mai questa capacità.
Perché è la noia che rende creativi.
Che rende possibile i sogni a occhi aperti, l’immaginazione precoce, le storie che non dimentichi.
Quando ero piccola avevo interminabili pomeriggi fatti di noia e solitudine. Non credo mi abbiano fatto poi così male. Ho avuto come compagni di gioco e chimera cavalli alati e aitanti principi azzurri, ho volato sulle colline intorno a casa, avevo una pantera a tenermi compagnia e una tigre del Bengala.
Ed ero, a modo mio, infelice. Di una infelicità che mi ha consentito di essere quella che sono, adesso.

Quindi, spegnete la televisione, il computer e perfino lo smartphone e se anche voi non ne siete più capaci, lasciate che vostro figlio si goda il tempo, tutto suo, di una sana, insidacabile, noia.
Tempo che, ve lo posso assicurare, non tornerà.

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6 Comments
  1. Vale, parole sante! Non sai quanto darei per tornare a fantasticare, a inventarmi storie d’amore con le mie barbie…bisogna tornare a farlo, almeno attraverso i nostri figli…come “la storia infinita”…grazie mille Vale, mi stavo dimenticando di questi momenti “noiosi”

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