Come vorrei crescere i miei figli (maschi)

Essere genitori è un compito arduo.
Sì, perchè, come ho già detto e ridetto, sbagliare è inevitabile.
Si sarà troppo pressanti, assenti, ansiosi, menefreghisti, lassisti o rigidi. Insomma, si sarà “troppo”.

Eppure sono convinta anche che l’amore faccia perdonare tanti errori e sbagli e quindi vivo con serenità questa certezza assoluta dell’errore imminente.

Ora però penso di avere di fronte a me un compito difficile: crescere un uomo.
Un uomo vero, che sappia trattare le donne con rispetto, che non vada al bar a raccontare ai suoi amici dell’ultima conquista finita a letto, che non vada allo stadio a fare delle ridicole botte, che sappia ascoltare e esprimere i suoi sentimenti.

Crescere un uomo che sia indipendente e autonomo, che si stacchi da me, ogni giorno un po’. Che sappia piangere quando ce n’è davvero bisogno, che non sia omofobo che proprio quei maschi lì io non li sopporto, che sappia sorridere e abbracciare un amico senza paura nè vergogna.
Un uomo vero di quelli che in giro ce ne sono, che sanno fare da mangiare e poi si stendono sul divano a bersi una birra, quelli che sanno abbracciare una donna e capirla davvero, quelli che non urlano e non usano la forza o la violenza.

Un uomo che conosca il valore dell’attesa e del ritorno, che sappia perdonare ma anche dire risolutamente no. Che difenda le sue idee, che non si lasci condizionare dal gruppo o dalla maggioranza, che sappia ammettere i suoi errori e chiedere scusa.

Vorrei, soprattutto, che fosse un uomo felice.

Anche se ciò che sceglierà non farà felice me.
Tipo, che ne so, andare in giro per il mondo e vederlo solo una volta all’anno per Natale, o farsi prete, o sposare una donna che non mi piacerà (e chissà perchè ho timore che non mi piacerà nessuna).

Cercherò di insegnargli a lavare i piatti, a riordinare, a rifarsi il letto. Gli mosterò la lavastoviglie e la lavatrice, che non si debba dire di me che ho cresciuto un piccolo dittatore incapace.
Ci proverò, lo prometto.
Ci proverò per ogni donna, amica, madre di famiglia, che ha di fianco a lei un uomo gretto, pigro o semplicemente maschilista.

Se riesco nell’impresa voglio però che, la mia futura nuora (o il mio futuro genero), eriga a mio imperituro ricordo un monumento.
Richiesta ammissibile no?

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11 Comments
  1. Vale, ce la farai. anzi, ce la farete. perchè se la mamma è la più amata, il babbo è il modello. positivo o negativo che sia. marco fa tutto come “babba”, che, da brav’uomo, collabora parecchio: vede la lavastoviglie e dice babba, la granata e dice babba… mamma lo dice solo davanti al logo di trippando…

  2. Io ho avuto la fortuna di incontrare…mia suocera!:)
    Che ha cresciuto 2 figli maschi come io vorrei crescere il mio patato!Il monumento non l’ho ancora fatto ma la ringrazio spesso e pubblicamente!:)

  3. Ciao Vale

    un libro molto bello è questo: Intelligenza emotiva per un bambino che diventerà uomo.
    La cosa importante è evitare tutte quelle frasi del tipo: non piangere che i maschi non piangono.
    Educarli alle emozioni questo è l’importante secondo me.
    Almeno io vorrei basarmi su quello per allevare il mio di maschi che sta nella pancia per il momento

    A presto Elisa

  4. ho scritto un lungo commento… era un po’ che non passavo da queste parti… volevo parlarti…con il cuore in mano…e poi… ho cancellato tutto…

    Credo mia madre sia un po’ il modello di madre che hai descritto – anche se io non mi siedo sul divano a bere birra perché preferisco Rum & Soda. Per fare ciò che dici ne ha versate di lacrime (e ne versa tuttora) e non ha letto neppure un manuale: in bocca al lupo, segui il tuo istinto che sei già sulla strada giusta!

    • Andrea, anche con queste poche righe, sento già che mi hai parlato con il cuore in mano e io (maledetti gli ormoni della gravidanza) sono commossa.
      Voglio conoscerti di persona! Mi tocca venire fino in Thailandia? (Non che mi dispiacerebbe eh…)
      Un abbraccio forte

    • Era una battuta Riccardo, io scherzo sempre ;) E in ogni caso, non ho dubbi nè sul fatto che sbaglierò di certo nè che mia nuora avrà da ridire su di me…

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