5 diritti fondamentali dei bambini secondo me (dopo aver letto “Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero sé” di Alice Miller)

Dopo aver letto “Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero sé” di Alice Miller (libro meraviglioso che vi consiglio) ho stilato un mio personalissimo elenco dei diritti fondamentali dei bambini.

1) Il diritto di essere visto.

Ogni bambino ha il diritto di essere visto per quello che è e non come una proiezione delle paure, desideri o aspettative dei genitori.
Ogni bambino è come è. Esattamente in quel modo. E non come lo vorrebbe la mamma, né assomiglia tutto a papà e non si comporta nemmeno come il nonno. O meglio, fa tutte queste cose, ma rimane sé stesso e assolutamente unico, se gliene diamo la possibilità.

Nessun Dorme

2) Il diritto di arrabbiarsi.

La rabbia, troppo spesso, ci fa paura e abbiamo la tendenza a soffocarla sia nei più piccoli che in noi stessi.
Ci hanno insegnato che la rabbia è un sentimento sgradevole, che fa paura, distrugge e devasta. Va rimossa, non espressa o buttata giù a forza di bocconi amari.
Tutto questo però porta con sé un carico emotivo distruttivo per un bambino (e anche per un adulto, ma questo è un altro discorso).
Il bimbo ha diritto di arrabbiarsi, urlare, strepitare, piangere di fronte a un’ingiustizia o un torto. Ha il sacrosanto diritto di arrabbiarsi e non dovremmo essere noi a impedirglielo.

3) Il diritto di essere triste.

La tristezza va nascosta o cancellata, mascherata con una felicità costante e chiassosa.
La vita però non può essere, e infatti non è, sempre felice. A volte si è, semplicemente, tristi.
E non c’è proprio niente di male. Ogni bambino ha il diritto di essere triste per tutto il tempo che ritiene necessario.

4) Il diritto di piangere.

Troppe volte mi sono sentita e ho sentito dire “su da brava, non piangere”, “i maschi non piangono”, “non c’è bisogno di piangere”.
Invece, no! Il bambino ha il diritto assoluto e insindacabile di piangere (e anche io, ma affronteremo l’argomento un’altra volta).
E se non riusciamo a stare in contatto con lui, vicino a lui, mentre piange, il problema è nostro e non delle sue lacrime.

5) Il diritto di comportarsi da “cattivo” bambino.

I bimbi troppo bravi, responsabili, che si comportano da adulti stanno trascurando o soffocando una parte del loro vero Sé.
Nessuno di noi è in un solo modo. Tutti abbiamo delle polarità dentro di noi che vanno riconosciute e accettate. Io sono dolce e severa. Paziente e isterica.
Perché mio figlio dovrebbe essere sempre e solo un “bravo” bambino?
È giusto che, a volte, si comporti proprio come noi non vorremmo mai.

Infine c’è un ultimo fondamentale diritto del bambino: quello di costruire un rapporto con i genitori basato sulla relazione.
Questo significa che prima delle regole, dell’educazione, del “si deve fare” viene la relazione con il bambino. E può accadere, come per magia, che tutto quel che si dovrebbe fare, non sia più così importante.

Nessuno sa meglio di me come sia difficile e doloroso cambiare, ma è necessario per essere felici e, soprattutto, per permettere a nostro figlio di essere felice e di essere semplicemente come è.

Con tutti i suoi milioni di aspetti contraddittori tra loro.

Perché è esattamente così che siamo tutti.
E sapete qual è la scoperta più sconvolgente di tutte? Che va veramente benissimo così.

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